ESCRAVA ANASTACIA
by admin on mag.25, 2012, under Spiritismo, Umbanda - Quimbanda
La Escrava Anastasia (Pompeu, 12 maggio 1740 – data e luogo di morte incerta) è una figura religiosa di devozione popolare brasiliana, a cui la pietà popolare attribuisce moltissimi miracoli. L’esistenza di Anastasia è, ad oggi, messa in discussione dagli storici e dagli studiosi perché, secondo questi, mancherebbero documenti certi della sua esistenza, tuttavia il suo mito e la sua storia sono invece ben solidi nella cultura del paese e poco importa se non esistono documenti scritti, la fede ha arricchito la storia di questo personaggio di aneddoti e la speranza ne hanno fatto una delle sante del popolo più amate.
Il culto vero e proprio ebbe inizio nel 1968 (Anno Internazionale dei diritti dell’Uomo decretato), quando in una mostra della Chiesa del Rosario a Rio de Janeiro, per onorare il novantesimo anniversario della soppressione della schiavitù, venne esposto un disegno di Etienne Victor Arago che rappresentava una schiava del Settecento con indosso una maschera di ferro (metodo usato nelle miniere d’oro per evitare che gli schiavi inghiottissero il metallo).
Nell’immaginario popolare, la Escrava Anastasia venne condannata ad indossare la maschera da un proprietario di schiavi irritato per il rifiuto di Anastasia di soggiacere a rapporti sessuali con lui. La maschera avrebbe dovuto essere rimossa solo durante i pasti, la donna sarebbe morta per i maltrattamenti in data sconosciuta.
CHI ERA ANASTASIA
Nel mondo della spiritualità di frontiera brasiliana ed in quello cristiano in molti si sono chiesti chi fosse realmente questo personaggio. Il suo calvario avrebbe avuto inizio il 9 aprile del 1740, con l’arrivo, a Rio de Janeiro dell’ennesima nave proveniente dall’Africa con centododici schiavi di etnia Bantu: la Maddalena. Tutte queste persone avrebbero dovute essere vendute come merce umana nel nuovo mondo, come era ormai prassi in quel periodo buio. Tra tutte queste persone era presente l’intera famiglia reale di Galanga che era “capitanata” da un nero che la storia avrebbe reso famoso col nome di Chico Rei per le sue imprese di rivolta nella zona di Minas Gerais.
La madre di Anastacia si chiamava Delmira ed era una donna dalla bellezza abbagliante, sensuale. Non appena toccò il suolo brasiliano venne venduta immediatamente per la somma di mille reais, una cifra veramente importante per quei tempi. La sua bellezza e la classe che la caratterizzavano si dimostrò per lei parte della sua condanna. Venne infatti violentata da uno dei suoi padroni e dopo nove mesi diede alla luce una bellissima bambina, dalla pelle scura e dagli occhi azzurri.
La tradizione tramanda che prima della nascita di Anastasia sua madre avrebbe vissuto per un certo periodo nello stato di Bahia. Si dice che avesse aiutato moltissimi schiavi a fuggire in cerca della libertà. Alla giovane Anastasia toccò la stessa sorte della madre. La sua bellezza attirò l’attenzione di uno dei figli del fazendeiro. Anastasia combattè fino all’ultimo per resistere agli assalti di quell’uomo, subì umiliazioni e torture. Dal momento che non aveva la minima intenzione di concedersi, il suo padrone escogitò un pretesto per darle una punizione esemplare. Venne accusata di essersi appropriata indebitamente di un po’ di zucchero di canna, lo stesso zucchero di canna che gli schiavi raccoglievano per i loro dominatori, per addolcire il caffè. Furono le mogli dei fazendeiros e le figlie, gelose della sua bellezza, a escogitare un tormento unico. Le venne messa una maschera di ferro in sfregio alla sua bellezza che le sarebbe stata tolta solo durante i parchi pasti principali. Anastasia fu costretta a portare questo giogo per anni. La maschera le causò ferite e lacerazioni al volto e nel corso del tempo il suo stato di salute, per le infezioni, peggiorò. I suoi padroni si trasferirono a Rio de Janeiro, dove passò i suoi ultimi giorni di vita in agonia per il tetano e gli stenti. Le sue spoglie vennero seppellite nella chiesa del Rosario che successivamente venne distrutta da un incendio. Documenti e prove della sua esistenza, oltre ai suoi resti mortali, si eclissarono in quell’incendio. Ma la sua fama superò ogni fiamma ed il suo ricordo accompagnò le generazioni di persone che lottarono per la libertà e la giustizia nei secoli a venire.
La schiava Anastasia è una delle figure più importanti della storia nera e viene celebrata come una vera e propria eroina. Nell’Umbanda viene annoverata tra le anime dei Pretos Velhos, gli antichi schiavi neri che patirono il giogo infame della schiavitù, per i cristiani è una vera e propria martire, nonostante la chiesa cattolica, per mancanza di prove certe sulla sua esistenza si esima da qualsiasi processo di canonizzazione. Ad oggi le si attribuiscono moltissimi miracoli, specialmente in ambito di salute e guarigione. Ma il primo miracolo avvenne dopo la sua morte. Il suo stesso aguzzino fu preso da rimorso e ne implorò post vitam il perdono, la fece seppellire in una chiesa ed al suo funerale parteciparono decine di schiavi che riconoscevano in quella donna un esempio di stoicismo, umanità, generosità e perdono.
OFFERTE AD ANASTASIA
Nell’Umbanda Anastasia “gira” nella falange dei Pretos Velhos. Le sue origini nobili la assurgono al livello di tanti altri spiriti che ingiustamente morirono nel periodo della schiavitù. Le sue offerte vengono eseguite di lunedì, giorno legato alla Linha das Almas. Le si accende una candela bianca o una candela bianca e nera e le si offre una tazza di caffè zuccherato con zucchero di canna. Mentre si mescola lo zucchero si fa la propria richiesta di protezione e benedizione alla “santa” o le si recita la sua famosa Orazione:
Sappiamo che qualcuno trasformò la tua vita in un martirio, violentando tirannicamente la tua giovinezza, vediamo nel tuo aspetto dolce, nel tuo viso delicato, tranquillo quella pace che le sofferenze non hanno saputo alterare. Eri pura, superiore, così tanto che Dio ti portò nei campi del Cielo e ti diede il potere di curare, di concedere grazie e migliaia di miracoli. Anastasia ti chiediamo ….. prega per noi, proteggici nel tuo manto di grazia e col tuo sguardo benigno, deciso e penetrante allontana da noi i mali del mondo e le persone malvage. Ti chiediamo questo per nostro Signore Gesù Cristo nell’unità dello Spirito Santo. Amen.
Ogni mattina prima di uscire di casa rivolgere un pensiero ed uno sguardo ad un’immagine di Anastasia. Si dice che questo porti la sua protezione per tutto il resto della giornata.
IL SALE DELL’HIMALAYA
by admin on mag.17, 2012, under Botanica

Il cosidetto sale Himalayano non può essere paragonato al comune sale da cucina, aldilà del colore rosato è sale di rocca e si tratta di una formazione cristallina che risale ad oltre duecento milioni di anni. È caratterizzato da una struttura particolare dovuta alle elevate pressioni a cui è stato sottoposto. Il processo di formazione che l’ha trasformato in cristallo ha permesso al sale himalayano di assorbire e inglobare oligoelementi preziosi per l’organismo.
Venne scoperto intorno al 350 A.C. dalle popolazioni locali che notarono strati di sale che affioravano naturalmente dalla terra. A partire dal XVI secolo, con la conquista inglese dell’India, la sua estrazione venne regolamentata dall’impero britannico. Ancora oggi le estrazioni seguono il metodo impostato a quell’epoca, che permette di scavare la montagna senza per questo distruggere il paesaggio che la circonda.
Esteriormente si presenta con un colore suo caratteristico che va dalle sfumature di rosa, arancio più o meno forte. Dall’analisi chimica risulta essere composto di cloruro di sodio arricchito da calcio, potassio, magnesio, ossido di zolfo, ferro, manganese, fluoro, iodio, zinco,cromo, rame, cobalto, e altri preziosi elementi, la cui quantità può variare a seconda del filone di estrazione. Anche per questo motivo il suo colore può variare dal rosso all’ arancione brillante.
Questo sale ha la proprietà di trasmettere l’energia che è poi assimilabile dal corpo umano.
L’assunzione idrosalina ha i seguenti benefici:
- equilibrare acidi e alcali;
- regolare la pressione del sangue;
- migliorare le affezioni della pelle;
- pulire l’intestino e depurare dalle tossine.
E’ noto che il corpo umano funziona per stimoli elettrici trasmessi grazie alla presenza di acqua nelle fibre e nervi e alla conducibilità di questa in cui è contenuta una percentuale di sale minerale disciolto. Il sale è infatti l’elemento minerale che permette all’acqua di effettuare conducibilità elettrica (l’acqua distillata per esempio non ha conducibilità!). Da ciò si evince che acqua e sale sono le basi biologiche e fisiologiche fondamentali per la vita.
Un sale più ricco di oligoelementi, estratto da acque marine che presentano condizioni particolari (tipo quelle del Mar Morto), o da antichi residui di mari essiccati come quello dell’Himalaya, è la fonte più energetica e salubre per l’essere umano.
Fabbisogno di sale
L’organismo umano richiede sale da circa 0,2 a 5 grammi al giorno. I reni riescono ad eliminare il surplus fino a un massimo di circa 7 grammi. La carenza e l’eccesso portano a un malfunzionamento degli organi (per esempio il cuore: possibilità di infarti).
In Europa (stati industrializzati) il consumo (indotto anche dal contenuto di alimenti conservati) è fra 12 e 20 grammi al giorno; si tratta per lo più di sale raffinato.
Il salgemma, proveniente da giacimenti minerari (antichi residui marini inglobati nel terreno), garantisce l’assenza di inquinanti indotti da scarichi industriali e fognari. Tuttavia i componenti naturali (oligoelementi, ecc.) non sono ben amalgamati al reticolo ionico del sale (NaCl) se non c’è stata una adeguata pressione da parte delle rocce sovrapposte (miniere polacche, tedesche, austriache).
Il sale rosa himalayano viene estratto manualmente, e successivamente ogni cristallo viene lavato in acqua purissima di sorgente ed asciugato al sole. Con un lavoro di grande impegno e pazienza, il cristallo di sale viene poi macinato a pietra e preparato per essere spedito.
LA CRUZ DE CARAVACA
by admin on mag.15, 2012, under Misteri
Da secoli la Cruz de Caravaca (in portoghese Cruz de Caravaça) è un simbolo religioso, mistico e spirituale di grandissimo potere a sintetizzare l’intervento divino nei momenti più difficili dell’esistenza, certamente, ma anche a rappresentare l’azione viva di Dio in ogni istante della nostra vita.
Per conoscere l’origine della Cruz de Caravaca occorre fare un salto nel passato. Correva l’anno 1231 quando la città di Caravaca (oggi denominata Caravaca de la Cruz), situata nel sud della Spagna nella provincia di Murcia era governata da Abu Zed, tiranno musulmano. Questi aveva fatto rinchiudere in carcere diversi sacerdoti cattolici, tra cui don Ginés Pérez Chirinos, che si era particolarmente distinto per il suo apostolato e la sua predicazione.
Narra la storia che Abu Zed si fosse dimostrato particolarmente curioso di assistere ad una cerimonia religiosa cristiana, così ordinò a don don Ginés di celebrare una messa cattolica alla sua presenza. Il Sacerdote allora, pregò intensamente per Abu Zed, invocando il Signore di far breccia nel suo cuore econfermò al sovrano moresco che avrebbe celebrato il mistero dell’Eucaristia in sua presenza.
La Messa si sarebbe svolta in una moschea. Durante la celebrazione il prete si accorse che mancava un elemento imprescindibile: una croce. In quella situazione di contrasto politico e religioso sarebbe stato poco avveduto reclamare la presenza di un crocefisso.. ma proprio in quel momento, dal cielo, due angeli portarono una croce dal doppio asse orizzontale e la consegnarono direttamente nelle mani del sacerdote.
La meraviglia di Abu Zed fu tale che si convertì al cristianesimo. Questa la storia della croce chiamata di ‘Caravaca’, dal nome della città presso cui ha origine. Questo tipo di croce, successivamente ripreso in tanti reperti iconografici e conosciuta con nomi e varianti differenti (la più diffusa é la Croce di Lorena), si diffuse in ogni parte del mondo, assumendo, nel medioevo, in virtù dei suoi miracoli, lo status di vero e proprio talismano totipotente. Se è vero infatti che le origini di questa croce sono squisitamente cattoliche, è altrettanto vero che è fuori dal milieu cattolico che ha che ha incontrato maggiore favore: presso gli ortodossi e in ambito esoterico. In alcuni talismani di origine “salomonica” o attribuiti addirittura a San Cipriano compare, nella simbologia, questa croce. Il caso più eclatante è quello del talismano conosciuto come Sterminatore impiegato per allontanare i demoni e difendere dalla magia nera.
La storia della Croce attraversò i mari e raggiunse l’America Latina, durante il periodo della tratta schiavistica e il suo culto attecchì forte e misterioso. Nella Santerìa Cubana e nei culti sincretici del Brasile (Macumba prima e Umbanda poi) si afferma che la Cruz de Caravaca sia in grado di allontanare ogni insidia del male e di spezzare qualsiasi incanto o fattucchierìa.
La Croce di Caravaca non è una croce come le altre e la sua “attivazione magica” come talismano segue regole differenti dalla semplice benedizione ecclesiastica. Si ritiene che i più potenti riti di ‘caricamento’ siano quello ortodosso (ancora usato nell’ est europeo) e quello dei santeros cubani. La croce di Caravaca va caricata con il nome della persona a cui é destinata (tracciandolo con una punta, sull’ asse verticale della croce stessa). Ecco come procedere al ministerio di consacrazione della Croce di Caravaca.
CONSACRAZIONE DELLA CROCE DI CARAVACA
Procurarsi un chiodo estratto da un ferro di cavallo. Partecipare alla messa del giorno di Pasqua, di Natale o del giorno di san Giorgio (23 aprile). Al momento dell’Eucaristia recitare la Lode alla Croce di Caravaca, quindi immergere al momento della benedizione il chiodo nell’acqua benedetta e conservarlo. Al momento di consacrare una croce di Caravaca ci si deve servire di questo chiodo che è personale, e non potrà essere condiviso con nessuno, solo alla propria morte, chi abbia eseguito il rito, potrà lasciarlo a persona ritenuta degna.
Per consacrare una croce si può seguire questa pratica. Immergere la croce nell’acqua santa di sette chiese, quindi con il chiodo tracciare, senza eseguire sfregi, alla luce di una candela bianca, il nome completo sull’asse verticale della croce dicendo:
Poderosa e benedetta Croce di Caravaca simbolo di Provvidenza Divina, incido su di te il nome di (nome della persona per cui si prepara la croce) affinchè lo protegga e lo difenda da ogni attacco maligno. Le tenebre soccombano dinnanzi alla luce di Cristo.
Passare la croce sopra i fumi di incenso olibano e consegnarla alla persona per cui è stata preparata. Si dice che questa croce debba essere donata, con amore vero, ad una persona a cui si vuole bene, per questo spesso chi si rivolge ad un santero per fare consacrare la croce non la fa preparare per se stesso ma per una terza persona, a cui sarà successivamente donata.
Esistono altri modi per “attivare” esotericamente questa croce. In Brasile si esegue un rituale che ha addirittura una durata di tre giorni.
LA POLVERE DELLA CRUZ DE CARAVACA
Nei negozi di articoli spirituali ed esoterici si può acquistare una particolare polvere a base di essenze e resine polverizzate dedicata a questa croce miracolosa. La formula contempla incensi classici, quali olibano maschio e mirra a cui sono miscelate essenze floreali quali la rosa attar e erbe a cui da secoli sono attribuite proprietà di benedizione e conforto. La polvere viene impiegata per purificare e “caricare” esotericamente la croce ma anche come vero e proprio talismano di benedizione, spargendola nelle tasche o spruzzandola nelle scarpe per essere tutelati e difesi nei propri cammini per tutto il corso della giornata. Quando si deve affrontare un problema e si teme che possano sorgere ostacoli si recita una preghiera a questa croce miracolosa e si usa spargendola nel luogo che si vuole beneficiare. Si dovrà recitare con fede e costanza l’orazione conosciuta come Orazione delle Croce di Caravaca:” Santa Croce di Caravaca, mi affido al tuo potere grandioso affinchè la tua forza allontani dalla mia vita qualunque male e qualunque infermità che mi affligga, ritira le pene che mi angosciano. Oh Croce Celestiale, per il potere del bene, liberami da ogni male. Presti il Signore orecchio alla mia supplica, con la quale imploro l’amore e la comprensione per la mia salute. Guidami, Santa Croce di Caravaca, in questo mio cammino nella vita terrena e illuminami. Preservami nei momenti più pericolosi della mia vita, soprattutto quando la mia salute è precaria. Ti supplico, Santa Croce benedetta, che il tuo appoggio mi raggiunga e io possa stare bene per poter andare avanti, mantenendo ferma la mia forza di volontà e la mia salute. Amen”. Fare seguire da tre Padrenostro. Si invoca il potere di questa croce soprattutto nei casi di infermità o di guarigione. Per consacrare le medaglie della Croce di Caravaça occorre metterle in un bicchiere contenente acqua benedetta e polvere della Cruz de Caravaça. A fianco del bicchiere mettere una candela da sette giorni di colore giallo. La medaglia dovrà restare nell’acqua fino alla consumazione della candela. Passato questo tempo è pronta per essere indossata. I lavori con la Cruz de Caravaça si iniziano sempre di venerdì.
Salmi di Davide
by admin on apr.19, 2012, under Salmi di Davide
Il Libro dei Salmi (ebraico תהילים, tehillìm; greco Ψαλμοί, psalmòi; latino Psalmi) è un testo contenuto nella Bibbia ebraica (Tanakh) e cristiana.
È scritto in ebraico e, secondo l’ipotesi maggiormente condivisa dagli studiosi, la redazione definitiva del libro si concluse in Giudea forse alla fine del III secolo a.C., raccogliendo testi composti da autori ignoti lungo i secoli precedenti di varia origine (il salmo considerato più antico è il 104 che riprende l’egiziano Inno al Sole del XIV secolo a.C.).
Il libro dei Salmi è composto da 150 capitoli, ognuno dei quali rappresenta un autonomo salmo o inno di vario genere: lode, supplica, meditazione sapienziale.
La tradizione riporta che i salmi furono composti da Davide. La critica moderna ritiene che siano il prodotto di vari autori o gruppi di autori, di cui molti ignoti. La maggior parte dei salmi comincia con un versetto introduttivo che ne attribuisce l’autore o descrive le circostanze per le quali furono composti. Comunque si ritiene che i salmi non furono scritti prima del VI secolo a.C., e poiché il regno di Davide risale all’incirca all’anno 1000, il materiale risalente a Davide dovrebbe essere stato preservato dalla tradizione orale per secoli.
I salmi possiedono allo stesso tempo un grande valore spirituale ed un grande valore poetico. La tradizione spirituale ed esoterica ha da sempre attribuito ai salmi un potere molto forte, questa concezione pare essere sottolineata anche nei Vangeli. In Matteo (22:41) e Marco (12:35) è lo stesso Gesù, in riferimento al salmo 110 a sottolineare che il testo sia ispirato dallo Spirito Santo. Questo porta ad avvalorare la concezione che tutti I Salmi siano stati scritti sotto possente ispirazione e caricati di una sorta di “potere” ben preciso.
Tutti i Salmi, se recitati con fervore creano protezione attraverso il Verbo e consentono di ottenere energia dal regno della luce per intercessione di Metatron, ma ogni salmo ha una sua precisa destinazione. Gli alchimisti li utilizzavano a corredo della pratica. La magia popolare, delle polveri, delle candele e degli olii e l’hoodoo sono strettamente legati all’uso dei salmi biblici, che vengono recitati quotidianamente associati ad una candela del giusto colore. I salmi possono essere utilizzati in ogni genere di pratica di magia simpatica quando non si desidera cimentarsi in nessuna tradizione magica specifica. Vi invitiamo alla lettura del testo Il Sesto ed il Settimo Libro di Mosè, edito da Il Crogiuolo® per conoscere il significato di ogni salmo e come cimentarsi nelle pratiche esoteriche più antiche mediante l’impiego di queste meravigliose preghiere.
Le Livre Du Vaudou
by admin on apr.19, 2012, under Edizioni
In questo libro imparerete a conoscere la tradizione Voodoo, i suoi Loas (spiriti supremi), le pratiche segrete, i rituali e i misteri di una tradizione millenaria che affonda le sue origini nel cuore dell’Africa. Per la prima volta potrete conoscere da vicino la sua magia e tutto il suo incredibile fascino. Il Voodoo, lungi dall’essere pura magia nera, è invece una religione e un cammino spirituale orientato alla conoscenza dell’uomo, di se stessi e di Dio.
Ho scritto questo libro per tre motivi fondamentali: per superare i preconcetti dell’ignoranza che vedono il Voodoo unicamente come una forma di magia nera, per dare uno strumento pratico a chi vuole contattare le forze che reggono questa poderosa corrente spirituale e per permettere a tutti di sperimentare la forza
di Dio nelle sue numerose manifestazioni. Questo libro è indirizzato soprattutto a chi ha perso la fiducia in se stesso e nello spirito e a chi, credendo nello spirito, non riesce a coglierne le meravigliose potenzialità nascoste. Non è un libro di antropologia, ho ridotto ai minimi termini tutta la parte storica sul Voodoo limitandomi a una infarinatura di base (nella bibliografia troverete i titoli e gli autori che si sono occupati di questa parte, se avete velleità storiografiche). Non è un libro di magia nel senso
pieno del termine, ma qualcosa di più, uno strumento per conoscere questa affascinante religiosità e per trarre dalle sue divinità, i Loa, ogni beneficio spirituale e materiale, dal momento che ciascuno di noi è fatto di carne oltre che di spirito. Potremmo definire questo testo un grimorio, il quaderno degli appunti di uno stregone (e credetemi..lo è!), con tutti i passi necessari per raggiungere la conoscenza. La lettura di questo libro non vi farà diventare sacerdoti Voodoo, ma offrirà uno schema di lavoro esoterico e spirituale che vi permetterà di trarre dal Voodoo una scintilla del suo immenso potere.
Vi insegnerà a costruire una “spirit box”, una vera e propria batteria di energia spirituale, nonché a preparare il vostro altare, a tracciare vevè, a confezionare talismani, mojo bags, gris gris, ju ju, e a realizzare rituali e incantesimi potentissimi, per ogni circostanza della vita, pratiche antichissime e che funzionano veramente.
L’utilità di questo testo risiede fondamentalmente nel suo lato pratico. Non vi verrà chiesto di fare sacrifici di sangue o altre pratiche cruente (non risiede qui l’essenza del Voodoo), ma seguendo le istruzioni potrete destreggiarvi incantesimi, fattucchierie, jujù, wanga con la competenza di un vero bokor.
I rituali illustrati nel testo sono stati sperimentati per anni e codificati dalla tradizione magica di New Orleans, figlia diretta di quella haitiana ortodossa: funzionano, pertanto amici, state in occhio…perché quello che più ardentemente desiderate potreste ottenerlo…a vostro rischio.
Mi auguro che il vostro viaggio all’interno di questo mondo misterioso sia confortevole e che sappiate cogliere al meglio le sfumature del paesaggio. Mentre scrivo queste ultime righe introduttive la fiamma tremolante di una candela gialla fa i suoi ultimi guizzi spargendo nella stanza l’agrumato profumo dell’essenza di Van Van con cui è stata spruzzata, tenetevi forte, il viaggio ha inizio.
Andrea Bocchi M.
Atabaques Il Tamburo degli dei
by admin on apr.19, 2012, under Edizioni
Questo magnifico testo è unico nel suo genere, perché tratta la Magia, l’evoluzione e la trasformazione dai tempi più remoti fino ai giorni nostri, vista non solo come una semplice pratica per risolvere i problemi momentanei, ma come modello di vita, conoscenza, per evolvere ed evolverci sino a una più ampia comprensione, in rapporto con la natura delle cose e i fenomeni che ci circondano.
ATABAQUES® ci condurrà attraverso la conoscenza degli Orixás, nel mondo delle Mae e Pai do Santo che hanno dedicato la loro vita alla ricerca della verità e vivere la Magia come profonda e sincera ricerca di Sè, così da aiutare il prossimo ad evolversi e a migliorarne la qualità della vita. Questo testo vi porterà ad avere una visione approfondita ed unica sul Mondo della Magia. E’ uno strumento fondamentale per gli Operatori, perchè offre in pillole le parole, i luoghi e i gesti giusti per far funzionare i rituali alla perfezione, apprendendo i segreti della tradizione. La scuola del destino, un corso vero e proprio per imparare ad usale al meglio i Tarocchi, le Sibille, le Rune, gli I Ching, la Cristallomanzia… Significati, corrispondenze, tecniche divinatorie per ottenere consulti perfetti e per offrire sempre più servizi ai vostri clienti. Le parole degli Dei, le preghiere, i pontos cantados e i mantra di potenza: tutti voi sapete quando le preghiere e le invocazioni siano fondamentali per la buona riuscita di un qualsiasi Rituale! Per non parlare dei miracolosi effetti di alcune preghiere e di alcuni mantra segreti, che potrete trovare solo su Atabaques! Completi di spiegazioni per sfruttare al massimo il loro straordinario potere. I Segni degli Dei, talismani, pentacoli, pontos rescados, e altro ancora per concentrare Energie Cosmiche, angeliche, divine, per sciogliere malefici, per attirare fortuna e benessere, per attrarre l’amore e la passione, per vincere ogni situazione e in ogni momento difficile della vita. Alpha, le pratiche di meditazione per ritrovare benessere, per entrare in contatto con le forze che reggono l’universo… Atabaques con un linguaggio chiaro e lineare è un vero e proprio strumento di lavoro e di elevazione Spirituale, una grande opera Esoterica in grado di soddisfare ogni esigenza di coloro che hanno fatto dell’occultismo non solo una professione ma un cammino interiore.
L’Oracolo do Oborì
by admin on apr.19, 2012, under Edizioni
Obori di Exù Presso gli yoruba della Nigeria esiste un sistema di divinazione basico chiamato Obì, si tratta di un oracolo ricavato dall’utilizzo dei semi di una pianta africana, la Cola Acuminata. Gli yoruba consideravano la Cola un albero sacro, simbolo della terra, del cosmo e di Olorun, il Dio Unico. Nella diaspora questo stesso sistema si è mantenuto, nello schema e nell’interpretazione delle combinazioni, ma ha modificato lo strumento di base, la noce di cola, sostituendola ora con quattro pezzi di cocco (a Cuba) ora con quattro conchiglie della famiglia della cipraea (talvolta chiamate nkobos). In Brasile questo tipo di divinazione è chiamata Obori. Sostanzialmente si tratta di un oracolo geomantico a struttura binaria, la cui utilità all’interno dell’umbanda e delle altre tradizioni afroamericane è fondamentale. A differenza del più complesso Jogo dos Buzios con sedici conchiglie, retaggio esclusivo dell’ordine sacerdotale, l’oracolo delle quattro conchiglie può essere consultato da chiunque, senza bisogno di essere iniziati e la sua utilità è imprescindibile per chiunque voglia consultare i propri Santi o il proprio Exù. Secondo la tradizione, infatti, è principalmente Exù che risponde (e che viene interrogato) in questo tipo di oracolo, tuttavia può essere utilizzato anche per consultare gli altri Orixàs, i Pretos Velhos, i Caboclos e le altre entità cultuate nella diaspora. La finalità di questo oracolo è fondamentalmente quella di portare le energie di un individuo in armonia, in vista di un cammino di luce e di uno stato di equilibrio fondamentale al fine di una vita serena e appagante. Nonostante siano presenti combinazioni negative, si potrà notare che lo scopo della consultazione di questo oracolo è quello di “sistemare” le cose. Ogni combinazione, anche la peggiore, offre sempre uno spiraglio, un suggerimento, una possibilità di riscatto attraverso cui lo sciamano può ricondurre la situazione in stato di irè, ossia di buona sorte, di equilibrio. Il segreto di questo oracolo risiede, soprattutto, nelle domande poste, nel modo in cui si devono fare. A giusta domanda si avrà una giusta risposta, in grado di svelare l’arcano e di portare il consultante sulla strada della riuscita e del progresso. Possiamo in un certo senso dire che il procedimento oracolare supera il mero svelare un segreto, non si limita a rispondere alla domanda, ma offre la possibilità di individuarne la soluzione, attraverso ulteriori lanci delle conchiglie, in una sorta di processo di “contrattazione” con l’entità consultata. Tutto è energia, tutto è vibrazione, anche uno stato di sofferenza ha un suo peso energetico che può essere alleggerito o addirittura annullato mediante l’utilizzo di energie si segno opposto, tramite pratiche spirituali, comportamenti o l’utilizzo di strumenti quali offerte particolari che vibrano di un’energia appropriata al fine che si vuole ottenere. L’oracolo delle quattro conchiglie è un oracolo vivo, un dialogo con una guida spirituale che fondamentalmente vuole venire in nostro aiuto. E’ un oracolo fondamentalmente sciamanico, dal momento che pur avendo uno schema fisso di base nelle combinazioni, nasce in un’ottica di continua evoluzione. Non esiste mai una consultazione uguale ad un’altra, un rituale fisso: gli ebò, ossia le offerte, cambiano di volta in volta, starà al divinatore contrattare con l’entità il tipo di offerta da fare, in base al tipo di entità con cui si ha a che fare. Il procedimento di consultazione è semplice, quasi banale nella sua linearità, eppure offre spunti di riflessione profondi e a volte complessi, come del resto lo è l’animo umano, in un’ottica di conoscenza profonda del proprio sè memore del consiglio inciso su una tavola di marmo alla porta del tempio del dio Apollo, a Delfi: gnozi s’autou, ossia conosci te stesso, lì sta il segreto.






